Il bianco della Maiella alle spalle, il blu dell’Adriatico davanti e il verde della natura tutt’intorno. È tra questi colori che nascono i vini di Tenuta I Fauri della famiglia Di Camillo, oggi alla terza generazione.

Luigi in cantina e Valentina in giro a raccontare: questo il binomio vincente della tenuta che è in questo territorio da sempre e da sempre fa vino in maniera onesta, come i due titolari ci tengono a sottolineare. Qui prendono vita vini tipici del territorio: vini briosi e freschi, ma non privi di ambizione. I vini dell’Abruzzo, anzi, quelli di «Chieti, nella provincia più a sud dell’Abruzzo – specifica Valentina Di Camillo – una zona storica per quanto riguarda l’enologia abruzzese». Si parla di Trebbiano, di Passerina e Pecorino («i vecchi-nuovi, riscoperti qualche anno fa») e di Montepulciano.

L’estensione è di 30 ettari, che iniziano da Francavilla al Mare «per spingersi via via verso l’interno, in quei comuni di collina che guardano alla Maiella». Tenuta I Fauri produce circa 200mila bottiglie, distribuite per il 60% nel mercato italiano e per la parte restante all’estero, in mercati ben consolidati come Usa, Canada ed Europa tutta. Si tratta di una distribuzione rivolta a «un consumatore medio, che apprezzi il vino ben fatto».

Ma non per questo va bevuto da solo: Valentina in primis invita spesso i suoi clienti affinché accostino il vino ai piatti, che siano della tradizione abruzzese, di un’altra regione o di qualsiasi altra parte del mondo. La linea classica, ad esempio, dall’allegro soprannome Baldovino (nome con il quale la stessa famiglia è soprannominata nella zona), è perfettamente “gastronomica” ed efficace, accompagna bene ogni pasto.

I vini della tenuta, esportati in tutto il mondo, hanno come primo obiettivo quello di raccontare con rispetto e amore il territorio abruzzese. Esplorando la gamma dell’azienda, si parte dai rossi: il Montepulciano d’Abruzzo si esprime in tutta la sua tipicità, in particolare nell’Ottobre Rosso, che sfida il tempo con il suo colore vermiglio e con tutta la sua franchezza; i bianchi autoctoni sono piacevoli e immediati, ma anche di una complessità orgogliosa che lascia presagire un futuro lungo ed intrigante.

Il vino che però sta più a cuore a Valentina è il Cerasuolo d’Abruzzo, «un rosato fatto da Montepulciano che sintetizza i contrasti territoriali della regione. Un grande vino, ottenuto da un grandissimo vitigno dalla grande struttura alcolica, che ricorda l’irruenza delle montagne dietro di noi, ma allo stesso tempo un rosato, quindi scarico e povero di tannini, con una bellissima freschezza che ci riporta sulla costa e ci ricorda che l’Abruzzo ha anche il mare». Un vino di facile abbinamento, è anche per questo che è il “privilegiato” di Valentina: «Lo porti a tavola ed è pronto a confrontarsi con piatti dai più delicati ai più importanti».

Percorsi
Tenuta I Fauri collabora anche con il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo per un progetto che porta alla scoperta del territorio: Percorsi. «Un progetto nato un anno fa, un grosso contenitore che vuole tenere insieme le bellezze della nostra regione – spiega Valentina – da quelle artistiche a quelle naturalistiche e paesaggistiche, con tutto quello che è enogastronomia». Si tratta di percorsi tracciati virtualmente, che attraverso la natura collegano cantine e punti di ristoro, «dai ristoranti più importanti agli street food».

 

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